sabato 14 dicembre 2019 

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Comunicato stampa

Ordinanza sulle poste, ACSI critica

Nel mese di aprile del 2002 il Sindacato della comunicazione, l’Unione sindacale svizzera, l’Associazione consumatrici della Svizzera italiana - ACSI e le altre associazioni consumeriste svizzere hanno consegnato l’iniziativa “Posta per tutti”. A un anno di distanza è stato messo in consultazione un progetto di ordinanza che i responsabili del Dipartimento delle comunicazioni definiscono “contro-progetto indiretto all’iniziativa”. L’ACSI e gli altri promotori dell’iniziativa respingono al mittente questa definizione e sostengono che le loro richieste sono state accolte solo parzialmente.

Secondo l’ACSI il progetto di ordinanza messo in consultazione non può essere considerato una valida alternativa all’iniziativa “Posta per tutti”. L’ACSI critica in particolare:

  • nelle delibere parlamentari è stato bocciato un postulato essenziale dell’iniziativa: quello dell’assunzione da parte della Confederazione dei costi del servizio postale universale non coperti dal ricavato dei servizi riservati e dalle tasse di concessione. La partecipazione finanziaria della Confederazione è necessaria poiché il servizio postale, per essere veramente servizio pubblico, deve assumere anche prestazioni non redditizie, in particolare nelle regioni periferiche. Rifiutare una partecipazione finanziaria della Confederazione significa imporre una compressione dei costi in misura tale da pregiudicare il servizio pubblico.
  • secondo l’Ordinanza la Posta deve gestire “una rete capillare di uffici postali situati a una distanza ragionevole”. L’ordinanza non precisa tuttavia questo criterio. Per i promotori dell’iniziativa almeno il 90% della popolazione deve aver accesso a un ufficio postale che proponga tutte le prestazioni del servizio universale in 15 minuti al massimo (a piedi o utilizzando un mezzo di trasporto pubblico).
  • L’ACSI giudica positiva l’intenzione di coinvolgere i comuni dalle decisioni riguardanti il futuro degli uffici postali situati sul loro territorio. Ben venga quindi un rafforzamento dei loro diritti di partecipazione e la creazione di una commissione indipendente. Secondo l’ACSI questa commissione dovrebbe tuttavia un ruolo decisionale e non unicamente un potere consultivo come previsto dal progetto messo in consultazione.

  • Lugano, 18 agosto 2003

3 settembre 2009


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