sabato 14 dicembre 2019 

Attenzione, questo è il VECCHIO sito ACSI, conservato solo quale documentazione.

P.f. utilizzare il NUOVO sito, all'indirizzo acsi.ch. Grazie!

Comunicato stampa

Orari negozi: ACSI contraria al progetto di legge

Pur condividendo il principio di concedere orari di apertura dei negozi più flessibili solo ai datori di lavoro che rispettano il contratto collettivo di lavoro l’ACSI - Associazione consumatrici della Svizzera italiana - respinge il progetto di legge messo in consultazione dal Dipartimento finanze e economia. L’ACSI ritiene in effetti che le condizioni di lavoro del personale di vendita devono essere migliorate. L’ACSI teme inoltre che i piccoli negozi subiranno una maggiore concorrenza da parte delle grandi superfici di vendita e saranno messi ulteriormente in difficoltà.

L’Associazione consumatrici condivide l’idea di concedere maggiore flessibilità unicamente a patto che vengano garantite determinate condizioni di lavoro per il personale di vendita. L’ACSI è in effetti confrontata con due esigenze, a volte contrapposte, che la nuova normativa potrebbe contribuire a conciliare. Da una parte l’esigenza di numerosi consumatori di poter disporre di orari di apertura più elastici, espressa soprattutto da chi lavora a tempo pieno e ha impegni famigliari. Dall’altra la preoccupazione per le condizioni di lavoro del personale di vendita. L’ACSI è da sempre sensibile a questo tema: si preoccupa di promuovere il commercio equo e solidale per i prodotto provenienti dal sud del mondo ed è quindi, coerentemente, sensibile anche alle condizioni di lavoro di chi opera nella realtà economica ticinese.
Tuttavia il fatto di vincolare il prolungamento degli orari di apertura a precise garanzie a beneficio del personale può essere accettato e avrebbe senso unicamente se le garanzie offerte al personale di vendita sono reali, cioè se il contratto collettivo di lavoro può essere considerato dignitoso. L’ACSI non ha elementi sufficienti per giudicare la situazione, rinvia quindi alle critiche espresse dai principali sindacati (OCST e SEI): livelli salariali troppo bassi, contratti su chiamata, tempi di lavoro frammentati estremamente penalizzanti per i lavoratori (che devono stare in ballo molto tempo per lavorare solo alcune ore). Al di là delle lacune presenti nel contratto l’ACSI si chiede inoltre se la Commissione paritetica sarebbe in grado di controllare il rispetto del contratto collettivo o di condizioni analoghe. La problematica del controllo è essenziale: è chiaro che senza controlli efficaci la normativa si presterebbe a facili abusi.
L’ACSI, che considera essenziale il mantenimento di una struttura di vendita variata per garantire alle consumatrici e ai consumatori una reale possibilità di scelta, teme inoltre che per i piccoli negozi sarà difficile garantire una maggiore presenza del personale e che quindi la maggiore flessibilità in materia di orari di apertura andrà soprattutto a vantaggio delle grandi superfici di vendita che possono facilmente far capo alla rotazione del personale. I piccoli negozi rischierebbero così di essere messi ulteriormente in difficoltà.

Queste constatazioni hanno portato l’ACSI a respingere l’impostazione proposta e a chiedere alle autorità di proseguire nella ricerca di una soluzione legislativa che conceda maggiore flessibilità ma migliori nel contempo le condizioni di lavoro del personale di vendita.

Lugano,15 settembre 2003


3 settembre 2009


Condividi

Google+

 

ACSI, Strada di Pregassona 33, 6963 Pregassona - tel. 091 922 97 55, fax 091 922 04 71 - email: info@a*TOGLIEREQUESTO*csi.ch