mercoledì 20 giugno 2018 

Precetto esecutivo

Se ricevete un ordine di pagamento dall’Ufficio esecuzione e fallimenti e intendete contestarlo avete a disposizione solo 10 giorni per opporvi. Facendo opposizione, obbligate il creditore a giustificare davanti a un giudice, la ragione del precetto.

La regola
Per fare opposizione

  • dovete scrivere sulla notifica di pagamento “mi oppongo” o “faccio opposizione” , firmare e riconsegnarlo all’agente che esegue la notifica, generalmente l’impiegato postale che la rinvierà all’ufficio.

Oppure:

  • inviate una lettera raccomandata entro 10 giorni dalla ricezione direttamente presso l’ufficio esecuzione fallimenti.

Ditte di incasso
Se avete pagato in ritardo, può capitare che l’importo citato nel precetto esecutivo comprenda anche spese d’incasso, in particolare quelle di una ditta chiamata, appunto, di incasso o di recupero crediti. Il creditore che si avvale dei servizi di una ditta di incasso per procedere nell'esecuzione contro di voi non ha sempre diritto di chiedere il risarcimento del costo cagionato dall'intervento della società di recupero crediti. Rivolgersi ad una ditta d’incasso è stata una sua scelta e questo costo non deve essere automaticamente caricato sul consumatore. Queste spese (sovente chiamate "spese di gestione dossier", "di richiamo" o "spese amministrative") il più delle volte sono esorbitanti e quasi mai comprovate dalla relativa documentazione. Se si riconoscono il credito iniziale e gli interessi di mora, è necessario presentare "opposizione parziale" indicando l’ammontare (in franchi) che non si riconosce (cioè le spese esorbitanti di cui si è parlato prima). Se invece non si riconosce nulla, l’opposizione dovrà essere totale.

13 giugno 2013


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